Vaso Art Déco in Ceramiche F.A.C.I. Civita Castellana Anni 40

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Vaso Art Deco in ceramica multicolore con fiori, realizzato da F.A.C.I. di Civita Castellana negli anni '40

Ø cm 18 h cm 30

La F.A.C.I. (Fabbrica Artistica Ceramiche Italiane) è stata una delle manifatture storiche più importanti del distretto ceramico del Lazio, attiva a Civita Castellana (Viterbo) dal 1926 al 1967.
La produzione F.A.C.I. si colloca in una dimensione proto-industriale e squisitamente Art Déco e Futurista, legata alla vicina scuola romana.
La fabbrica viene fondata nel 1926 dal ceramista Carlo Guerrieri e dall'imprenditore Adolfo Brunelli. Poco dopo la fondazione, la società "Volpato" mette a disposizione locali e forni più grandi in via Ferretti a Civita Castellana, trasformando la F.A.C.I. in una Società Anonima. La manifattura ottiene subito un enorme successo commerciale, esponendo regolarmente alla Fiera Campionaria di Milano (dal 1927 in poi) e persino alla Mostra di Lipsia nel 1930.

La produzione della F.A.C.I. è famosa per aver saputo unire la sapienza artigianale (la tornitura a mano) con tecniche decorative moderne e seriali: il tratto distintivo della manifattura (soprattutto negli anni '30) è l'uso dell'aerografo combinato con mascherine (stencil). Questa tecnica permetteva di creare sfumature vellutate, campiture di colore geometriche e grafiche molto "moderne".
Sotto la guida di Carlo Guerrieri, la F.A.C.I. produce una serie di vasi d'avanguardia con decorazioni di idrovolanti, motoscafi, ciminiere e geometrie dinamiche in pieno stile futurista, oggi ricercatissimi nelle aste di design.
Oltre agli oggetti d'uso (meravigliosi i servizi da tè e caffè anni '50), la fabbrica produceva grandi vasi decorati con figure a rilievo, putti, motivi floreali o scene con animali graffiati sulla superficie.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica subisce un pesantissimo bombardamento che distrugge quasi completamente i forni storici, i macchinari e gran parte dei magazzini. Questo evento rende i pezzi del periodo d'oro (1926-1939) estremamente rari sul mercato.
Nel dopoguerra la fabbrica viene ricostruita, orientandosi verso uno stile più vicino al gusto degli anni '50 e '60 (superfici rugose, smalti policromi e dettagli in oro zecchino), fino alla chiusura definitiva nel 1967.

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