Vaso Cachepot Aerografato Giallo e Verde di Ceramiche Galvani Pordenone Anni 50
- Prezzo regolare
- $210.07
- Prezzo di vendita
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Vaso cachepot aerografato in giallo e verde, realizzato da Ceramiche Galvani Pordenone negli anni '50
Ø cm 18 h cm 14
Fondata ufficialmente nel 1811 (ma attiva in altre forme già nel Settecento) da Giuseppe Galvani, la fabbrica attraversa l'Ottocento producendo ceramiche d'uso quotidiano di alta qualità. La vera svolta artistica e d'avanguardia avviene però nel Novecento (diventando S.A. Galvani nel 1933):
Negli anni '30 la Galvani partecipa con enorme successo alle Triennali di Milano esponendo vasi in terraglia dalle linee decisamente moderne.
La manifattura attira l'interesse di designer famosi e artisti di fama internazionale. Si annoverano collaborazioni (talvolta per pezzi unici o edizioni limitate) con lo scultore Ruffo Giuntini (tra il 1938 e il 1942), il pittore veneziano Gino Rossi, e persino con il maestro futurista Giacomo Balla, che di segnò per la ditta un intero servizio.
Nel 1979 la ditta viene ceduta alla Tognana Ceramiche, per poi vivere un'ultima parentesi come piccolo laboratorio artigianale fino alla definitiva chiusura nel 2000. Il comune di Pordenone ha rilevato l'immensa collezione di fabbrica (oltre 17.000 pezzi e modelli) per preservarne la memoria storica.
Il tratto grafico più immediato e amato della Galvani è, senza dubbio, il gallo. Il marchio del galletto, stilizzato o dipinto a mano libera con pennellate rapide e dense, è diventato il simbolo stesso dell'azienda e un brand popolarissimo in tutta Italia.
Piatti, brocche e zuppiere in terraglia forte, prese da decorazioni a campitura rapida, motivi floreali naïf, uccellini o il celebre galletto. Sono le ceramiche che hanno arredato le tavole della classe media italiana da decenni, caratterizzate da colori caldi (giallo ocra, blu profondo, verde ramina e rosso spugnato).
Vasi scultorei, anfore e statuine prodotti tra gli anni '20 e i primi anni '40. Qui le forme diventano geometriche, i colli dei vasi si stringono, appaiono smalti opachi, satinati o texturizzati, e i soggetti virano verso figure femminili stilizzate, animali esotici o grafiche razionaliste presentate anche alla Biennale di Venezia.